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  • CHE BELLA L’APPARTENENZA: NON SI COMPRA E NON SI VENDE MA FA VIVERE IN PROFONDITA’

    Qualche giorno fa ho avuto modo di pranzare e scambiare qualche battuta con Marco Tardelli. Quando ci hanno presentato, il campione del mondo di Spagna 1982, mi ha subito detto con entusiasmo che agli inizi della sua carriera, lui “era nel CSI”. Mi capita spesso di ascoltare i trascorsi sportivi di ex campioni ed è ricorrente questa terminologia affine al “sentirsi parte” più che all’aderire. Difficilmente qualcuno dice “giocavo nei campionati del CSI” ed è più frequente apprezzare invece espressioni che richiamano al senso appartenenza. Papa Francesco esaltando il “cameratismo” nello sport, parlando alle Nazionali di Italia e Argentina, credo si riferisse proprio a questa complicità, condivisione di obiettivi e amicizia profonda che lo sport, insieme a poche altre dinamiche della vita, può dare.

    In questi giorni sto incontrando persone che mi hanno accompagnato per tratti brevi o lunghi dell’esperienza associativa e che, per ragioni di studio, lavoro o di cambio residenza hanno dovuto lasciare l’impegno nel CSI. Devo dire che molto spesso in loro ho sentito lo stesso slancio e la stessa tensione verso qualcosa che non solo ha fatto parte della propria vita ma che sentono propria. Vorrei con ogni sforzo che ciascuno che si avvicini al mondo del CSI, da atleta, da allenatore, da dirigente, da arbitro o da collaboratore del Comitato, senta dal profondo l’appartenenza al CSI, cioè di esserne parte viva capace di costruire un pezzo di storia associativa stringendo quei rapporti umani che fanno la differenza, lavorando insieme privandosi certamente di qualcosa ma condividendo tutto. E’ stato raro, in questi anni, trovare singoli o gruppi che si sono lasciati attrarre da proposte economiche, dal permissivismo o dall’assenza di regole. Nel percorso sportivo sul territorio ho conosciuto e collaborato con tanti e posso affermare di aver incontrato soprattutto persone che non si comprano e non si vendono perché ci sono legami così profondi che reggono alle tempeste, che superano ogni difficoltà. Chi non ha senso di appartenenza non ha identità.

    Angelo De Marcellis

    Presidente Regionale CSI Abruzzo

dal regionale

  • “Dare il meglio di sé” per migliorarsi ancora

    Presentato in anteprima il documento del Vaticano sulla visione cristiana dello sport.

    La voglia di migliorarsi non dovrebbe mai terminare, perché chi si sente arrivato ha appena iniziato la parabola discendente della sua corsa. E’ questa una delle lezioni fornite da  “Dare il meglio di sé”, l’evento arancio-blu che si è tenuto sabato 8 e domenica 9 settembre a Roccaporena (PG). L’incontro interregionale promosso dai Comitati regionali di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria è stato l’occasione per un ampio confronto sul futuro dello sport del CSI. Nel corso del rendez-vous ciessino, è stato presentato il documento della Santa Sede sulla visione cristiana dello sport e della persona, documento contenente le riflessioni dei Papi elaborate da una speciale commissione internazionale. Con l’aiuto di Santiago Perez de Camino Gaisse (responsabile della Sezione Chiesa e Sport del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita del Vaticano) sono stati presentati i punti cardini del primo testo promosso dal Vaticano in materia sportiva. Proprio per questa considerazione, tale elaborato è un punto di riferimento importante per lo sport in tutto il mondo: non a caso esso contiene numerosi riferimenti alla vita del CSI, l’organizzazione sportiva più sviluppata che fa riferimento alla Chiesa. Sempre sabato è stato effettuato un dibattito sullo Statuto, che è stato presentato egregiamente da Gaetano Paternò (consigliere nazionale CSI). Durante la discussione sono emerse le differenze con il precedente documento istituzionale e i notevoli margini di sviluppo che questo testo potrebbe ancora avere negli anni a venire, nell’ambito di una possibile evoluzione della governance del CSI. Infine la domenica mattina i presidenti di ogni singola regione partecipante, hanno fatto il punto su ulteriori quattro aree tematiche di discussione. Daniele Rosini (presidente CSI Lazio) ha introdotto il tema dell’attività sportiva, Roberto Pascucci (presidente CSI Umbria) quello della formazione, Tarcisio Antognozzi (presidente CSI Marche) ha parlato dell’ecclesialità e del rapporto con la Chiesa mentre Angelo De Marcellis (presidente CSI Abruzzo) ha affrontato il tema del clima associativo. Lo scambio di idee ha visto la partecipazione attiva dei presidenti del CSI Sicilia Agnese Gagliano, del CSI Calabria Giorgio Porro e del CSI Lombardia Paolo Fasani, che con i loro contributi hanno fatto in modo di rendere interessante questo momento di confronto associativo. La duegiorni ha avuto come momento molto significativo il Pellegrinaggio allo Scoglio di Santa Rita, luogo in cui si è celebrata una Santa Messa con numerose testimonianze che hanno ricordato la figura di Vittorio Ferrero, storico dirigente nazionale e formatore del CSI recentemente scomparso. Alla “Santa Protettrice delle Cause Impossibili” sono state affidate tutti i migliori propositi in vista della stagione sportiva che sta per cominciare.

CSI Abruzzo

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